Introduzione

Carissimi, siamo ormai entrati a far parte di un mondo
nuovo, di una nuova e rinnovante visione della vita e della
storia nostra e dell’umanità.
E se da un lato, a prima vista, tutto al momento ci
appariva misterioso e sconnesso, lasciandoci perplessi e
trovandoci incapaci a leggere e a decifrare il messaggio,
ora il mondo di questi ‘geroglifici’ ci appare più accessibile;
e se permane una pur sempre non facile lettura, il
decifrare questi segni della storia antica e ora anche
nuova, ci rende interessante l’approfondimento e la ricerca
di questa Verità che si cela nel passaggio della storia,
e che ci viene pian piano rivelata per la nostra gioia.
È il rivelarsi e il nascondersi continuo, nel nostro procedere,
di quella antichissima e pure nuovissima storia
che come filo conduttore ha proprio la nostra elettricità,
la nostra passione, il nostro interesse che entra nel profondo
del nostro essere, in quella nostra intimità che ci fa
brillare il cuore, la mente e l’anima, e ci rende brillanti, e
stelle cadenti nel quotidiano, arricchendo quel sapere
fatto di sapore che, faticosamente, ogni giorno, ciascuno
di noi cerca, trova e sminuzza per sé e per gli altri.
Il segno ‘geroglifico’, scrittura sacra usata nei luoghi
religiosi antichi e dai sacerdoti di una antica e misteriosa
civiltà, ci fa prendere coscienza, carissimi studenti amorosi
amanti, che ora state per ricevere una nuova investitura,
nel procedere del vostro cammino: state per diventare
- mantenendo la caratteristica del mistero geroglifico - a
vostra volta ‘edifici sacri viventi’ sui quali si scrive una
nuova storia, e inoltre: ‘sacerdoti’: cioè scrittori del mistero,
recando scolpiti sulla propria identità i segni della nuova
e antica civiltà divina geroglifica che vi è data in dono lungo
il procedere...


137

Il Battesimo cresimato Figliale cosciente.
Due sapori: di nuovo, diverso dal vecchio. Questi si affida
al nuovo per lasciarsi rinnovare. Dono delle nuove
generazioni a chi si apre al sacrificale d’autorità. Il dono
sacrificale compensato dal dono delle nuove generazioni:
battesimo cresimato rinnovato cosciente.

 
Anche l’autorità dobbiamo lasciarci odiare dalle nuove generazioni, con devoto silenzioso amore sacrificale? Proprio a
questo il Padre ci chiama nel nostro presente, che si va caricando
di altissime tonalità umane e divine, infernali e celestiali.
Il sacrificio della nostra autorità: per dare tutta la spaziosità
possibile alla via di apertura che porterà le nuove
generazioni a un incontro tutto nuovo col Dio Figliale. Infatti,
al vedersi una subpersona superanimalizzata, le nuove generazioni
si apriranno nella ricerca ansiosa di uno che le liberi
dal loro vortice infernale. In quel preciso momento ecco farsi
avanti uno spirito divino Figliale. Ha fatto il viaggio col suo
Agente, che non lo abbandona mai. Viene dal suo talamo crociale,
dove un odio ecclesiale l’ha fatto tutto sacrificale, mentre
il suo spirito volgeva tutto in metamorfosale: trasformato
in meglio per un bene liberamente sacrificato.
È la presentazione dello spirito di Cristo alla apertura delle
nuove generazioni. Queste cose portano con sé un sapore di
nuovo e diverso dal vecchio.
1) La libera passione, morte e risurrezione hanno un vecchio
sapore: fanno parte del nostro vecchio fideato Figliale.
2) Talamo crociale metamorfosale: potenzialità nuove conseguite
dal suo Spirito, riassunte in questa parola: vivibilità:
può darsi da vivere ed essere vissuto dalla creatura.
Hanno sapore di forte novità. Che succede allora? Vecchio
e nuovo si vanno così accostando, non certo per affiancarsi:
uno accanto all’altro pacificati. Si riaccostano per darsi
la mano. Il vecchio che si affida al nuovo, e da esso si
lascia purificare da tutte le sue incrostazioni secolari (e
inquinamenti sostanziali); si lascia permeare dal nuovo, e
così rinnovato possono camminare insieme. Il nostro vecchio
fideato va all’esaurimento; può vivere solamente se
passa al nuovo, lasciandosi rinnovare. Questo lo diciamo
per preparare e disporre le vecchie generazioni ad accogliere
il dono del fideato rinnovato, che lo Pneuma affiderà
alle nuove generazioni proprio per voi: il dono della
novità che rinnova e fa rivivere ciò che sta morendo.
1) Il sentire di molti: ‘Le nuove generazioni ci faranno
dono di cose migliori delle nostre? Dispiaceri, tormenti,
affanni, pentimento, angoscia: ecco quello che ci
danno le nuove generazioni!’.
2) Il sentire di pochi: il sacrificio della nostra autorità che
lo Pneuma ci ha indicato è carico di grandi speranze:
che il nostro dono sarà abbondantemente ripagato: il
centuplo ne avrete, in questa vita.
Dobbiamo quindi dare corpo alla speranza dei pochi. Nelle
nuove generazioni in apertura si compirà quello che già si
sta compiendo in noi. Dal vederci una subpersona superanimalizzata,
in inferno vorticata, passa e entra in casa nostra
lo spirito Figliale inseparabilmente Agentato. La sua presenza
ci suscita un voler sapere. E ora cosa vuol fare?
Volgiamo lo sguardo al visuato Paterno, per averne buona
ispirazione. Lo spirito del Figlio tuo che ti si è fatto così
vicino cosa intende fare? Il visuato Paterno è diventato in
noi un faro luminosissimo, che ci illumina tutti i luoghi
ancora oscuri e ci colloca in piena luce. Ne abbiamo avuto
una immediata lettura: il Figlio non fa nulla che non abbia
visto fare dal Padre: eccolo espropriato, dunque, quello spirito
Figliale, e cedersi a me visuato; si fa fondere vitalmente
dal suo Agente: è la concezione Figliale, è il battesimo
cresimato, è l’avvio a una nuova comunione sostanziale che
supera la accidentale di prima. Eccolo pronto da vivere e da
morire. Pieno di gioia mi grida: sono battezzato di battesimo
Figliale cresimato: ne sono visualmente convinto.

138

Le componenti del primo dono rinnovato:
1) Battesimo cresimato
2) Battesimo cresimato cosciente
3) Battesimo cresimato cosciente di comunione sostanziale
4) Battesimo cresimato cosciente senza rimozione del mio
peccato originale.

Il Padre ci chiama, al presente, a lasciarci odiare la nostra
autorità, con devoto silenzioso sacrificale amore, per offrire
il massimo di apertura alle nuove generazioni, che
vanno a un incontro tutto nuovo: all’incontro con lo spirito
Figliale Agentato.
1) Al vedersi, si apriranno.
2) Per quella apertura la presentazione dello spirito Figliale
col suo Agente ne avranno.
3) Alla presentazione, l’accoglienza ingressuale ne godranno.
Come al Padre al loro incominciare, così al Figlio al loro
maturare, si compirà un meraviglioso battesimo cresimato:
espropriato si cede; vi si fonde vitalmente: è la concezione
Pneumatica; è il battesimo cresimato Figliale, è
pronto da vivere e anche da morire per mano Paterna. Il
primo dono è pronto (preparato): il battesimo cresimato
rinnovato. Lo Pneuma lo affiderà alle nuove generazioni,
perché lo porgano alla conoscenza di quei pochi che nelle
vecchie generazioni non hanno rifiutato il loro dono sacrificale.
Stupendo scambio di doni fra due generazioni.
Allo Pneuma è piaciuto mettere in scena, al presente, quello
che avverrà in futuro; un commovente anticipo. In noi
visuati, ha operato un battesimo cresimato rinnovato, poi
ce lo ha affidato, col compito di farne dono ai fratelli della
nostra vecchia e nuova generazione.
Ed ecco allora il primo dono: dono di un battesimo cresimato
rinnovato. Il suo rinnovamento Pneumatico si presenta
con questi elementi:
1) Sarà un battesimo cresimato: non più Battesimo e poi
Cresima. La simultaneità, non più la successività. Lo
Pneuma (dal visuato Paterno) nella Chiesa del futuro
opererà la ricongiunzione e la anticipazione sul segno
sacramentale dell’acqua e dell’unzione. Battesimo cresimato
come il segno.
2) Battesimo cresimato cosciente (saputo e voluto): la
coscienza è data da un sapere che si attrae il volere.
Proprio la coscienza battesimale e cresimale trasferirà il
Battesimo Cresimato dalla neonatalità alla neomaturità.
Possiamo stabilire un parallelo con Maria. Maria specchiata
ottiene il visuato Paterno: battesimo cresimato
Paterno inconscio al compiersi, manifestato negli anni
della sua pubertà. Da quella concezione Pneumatica
Paterna visuata passa coscientemente alla concezione
fisiologica Figliale operata dal suo Pneuma. Il visuato
Paterno le ha dato la coscienza incarnazionale. A noi la
coscienza battesimale e cresimale.
3) Battesimo cresimato di comunione sostanziale. La mia
precedente era comunione di amore suscitato per fede
accidentale e quindi solubile. La mia presente è sostanziale
come lo fu la Paterna. Quella era forzata e di
morte, la Figliale libera e di vita, ma pure disposta alla
morte per mano della solidissima Paterna di morte.
4) Battesimo cresimato senza rimozione del peccato mio
originale. Fu peccato coppiale, suscitato da Satana in
modo determinante almeno nella sua congiunzione col
primo coniugio maritale.
Direttamente non mi è passato, però con esso Satana ha
conseguito potere e diritto di infernalizzare ogni concezione
umana, eccettuata la Materna e la Figliale. Alla mia origine
mi trovai con battesimo cresimato al Paterno, immediatamente
da Satana infernalizzato e in meccanismo
automatico infernale consegnato; la sua presenza mi ha
dato il visuato satanico. Ben diverso il loro peccato originale
e il mio peccato originale.
Ecco il dono futuro; mi ha affidato la caparra; lo faccio
scorrere pronto al sacrificio, perché quel dono sia bene
accolto dalle vecchie e nuove generazioni.

139

Dono secondo: Peccato rinnovato dal visuato; il peccato
sta morendo. Indagine accurata su di esso, passata e presente;
ma ogni presentazione non coinvolge Dio. Il visuato
Paterno mi dà la novità del peccato. Il peccato è malattia;
malattia dell’amore. Di dolcissimo sapore.

Lasciarsi sacrificare la nostra autorità, con devoto silenzioso
amore sacrificale: è questa la volontà del Padre al
presente. Ci domanda il dono sacrificale nostro per realizzare
nelle nuove generazioni il massimo di apertura possibile
alla accoglienza del dono Figliale: lo spirito di amore
del Figlio Agentato.
Da quell’ingresso sostanziale verrà a loro un battesimo
cresimato, battesimo cresimato cosciente, battesimo cresimato
cosciente di comunione sostanziale, battesimo cresimato
cosciente di comunione sostanziale senza la rimozione
del loro peccato originale.
È il primo dono che lo Pneuma affiderà alle future nuove
generazioni: dono di un battesimo rinnovato. Un dono che
allo Pneuma è piaciuto fare ora anticipato; per questo ci ha
fatti visuati. Questo primo dono apre una serie sconfinata
di altri doni, tutti carichi di profondo rinnovamento. Per
poterli facilmente individuare, poniamo attenzione al
nostro vecchio fideato, alla ricerca di quei contenuti che
vanno in dissolvimento. È in atto un crollo davvero spaventoso
del nostro fideato nelle sue strutture portanti. Una
prima colonna portante è il peccato. Il peccato sta ruinando
con una velocità e una fragorosità che non può sfuggire
ad alcuno. Siamo in presenza della morte del peccato,
della sua scomparsa dalla coscienza umana e cristiana. Da
sempre la Teologia seguendo le orme del Vangelo si è concentrata
su di esso per coglierne la sua reale sostanza.
Cos’è il peccato? Seguendo la Bibbia si è data una prima
tradizionale risposta: ‘è un’offesa fatta a Dio, disobbedendo
alla sua legge’. Ma la crisi della autorità e della legge
ha dato il via a una miriade di altre presentazioni. Così si
va dicendo che il peccato è il rifiuto di Dio, rigetto di Dio,
abbandono di Dio, una sfida a Dio, un isolamento da Dio,
che ci porta alla distruzione morale di noi stessi. In tutte
queste presentazioni c’è un elemento comune.
Il peccato è un male contro Dio, ma Lui non viene minimamente
coinvolto. La creatura va alla distruzione, alla
rovina, alla condanna eterna, a una infelicità sconfinata,
ma senza coinvolgere Dio. Il male è per noi, non per Lui.
Noi andiamo alla rovina, Lui se ne sta fuori. Di qui il giudizio,
la condanna e la punizione eterna. Una idea di peccato
assai vulnerabile proprio dalla bontà di Dio. Un castigo
temporaneo, ma non eterno: la sua bontà non lo può
tollerare. Non potevamo né sapere né dire di più.
Col visuato Paterno e col visuato satanico lo Pneuma nelle
future generazioni metterà a nuovo il peccato. Una operazione
che in noi ha stupendamente anticipato col compito
di farne dono ai fratelli. Ecco dunque il peccato rinnovato.
Il rinnovamento fluisce candidamente dal mio visuato
Paterno e satanico.
1) Il peccato è malattia: suppone un bene, ed è la vita. È
la vita che va al male della morte: ‘ad malem mortis
ire’. L’andare può essere causato da altri, o da me stesso,
ovvero dalla vita stessa che naturalmente non riesce
a vivere per esaurimento del suo ciclo vitale. Questo lo
diciamo della vita fisica che mi dà malattie sensibili. Il
visuato Paterno mi ha posto in visione la vita propria
dell’amore Paterno Agentato. Il suo spirito di amore
espropriato mi si è ceduto, dal suo Agente concepito, da
vivere dato, pronto ad andare alla morte.
2) È la malattia dell’amore Agentato: non si è fatta da
sola, mi fu imposta con potere e diritto da Satana:
l’amore me lo ha egoisticizzato e istintivizzato; ne è
venuto un meccanismo automatico infernale che scatta
e produce ad ogni tocco: amore di odio.
3) Di dolcissimo sapore: mi piace amarmi e odiare.
Copertura perfetta: veracità del sentire, mi copre la falsità
del piacere. Con quel piacere la malattia si svolge
in piena tranquillità.

140

Un segno profeticale per disincantarci dal piacere del
peccare. Il visuato Pneumatico che non abbiamo viene
preparato da un segno profeticale che ci è entrato in casa.
Le vittime scelte dal Padre per comporre un segno sensibile
per farci capire la realtà invisibile del peccare. Un
segno che abbiamo sciupato.

Lasciamoci odiare la nostra autorità; ne verrà un dono
sacrificale per le future nuove generazioni visuate, perché
si aprano al primo dono che le farà rinnovate. Il dono
primo per esse preparato è: ‘Un battesimo cresimato
coscienziale, di comunione sostanziale, senza la rimozione
del loro peccato originale’. Con questo primo dono dl
battesimo rinnovato si muoverà una serie sconfinata di
altri dono tutti rinnovati. Il nostro vecchio fideato si presenta
oltremodo devastato e disastrato. C’è il peccato: che
si scusa di essere entrato nella coscienza di un uomo che
lo giudica non nato. La Teologia sembra impazzire alla
ricerca di un contenuto nuovo che sia accettabile da questa
umanità. Non ce la fa, perché non riesce a coinvolgere
Dio nel peccare della persona.
Col visuato Paterno e satanico lo Pneuma ha già pronto il
dono di un peccato rinnovato. Qui è già anticipato, perché
ne faccio dono verbalizzato ai miei fratelli. Il peccato rinnovato
è malattia; è la malattia dell’amore: è la malattia
dal dolcissimo sapore. Malattia: la vita va al male della
morte. È la vita dell’amore Paterno Agentato. Mentre essa
va al male della morte io ne sento un dolcissimo sapore.
L’inganno più magico che Satana mi abbia confezionato.
La morte dell’amore soffusa di immenso piacere. Mi ha
reso piacevole la morte dell’amore.
Col peccato rinnovato io mi sento: ammalato di lunga
malattia: incominciato. Di grave malattia: un cumulo di
morte. Di accecante malattia: non si vede. Solamente il
visuato Pneumatico me l’ha sciolta.
Cogliamo il lamento: ‘Non tutti noi disponiamo di questo
visuato Paterno e satanico, che non ci si è fatto ancora;
inoltre, questo visuato ha sapore di fortissima novità, proprio
perché è solitario nel mondo ecclesiale: come possiamo
noi disincantarci e disipnotizzarci da un simile incantesimo
satanico?’.
Il dono verbale che qui viene posto è solamente verbale; è
una semplice conoscenza che manca di sostanza
Pneumatica. Il Padre porrà davanti agli occhi di noi tutti
un visuato sensibile facilmente intelligibile. È un segno
profeticale: un segno tutto parlante di una realtà nascosta.
Chi lo capisce è già preparato al visuato Pneumatico.
Il Padre va scegliendo le sue vittime, per farle sue convittime.
Te le prende, te le guida, te le conduce a incontrare
una sostanza inebriante. Non fa difficoltà a trovarle. Sulla
pista del piacere ritrova le nuove generazioni in massa.
Nessuna difficoltà di scelta. Quella sostanza la chiamano
droga; meglio però definirla un allucinogeno paradisiaco
sensibile: il paradiso del sentire sensibile. Brilla, affascina,
assorbe e distrugge. La pista del piacere è la via della
morte. Sotto quella volontà inarrestabile, scorre inosservata
e indisturbata la morte, la morte fisica lenta e progressiva.
Per una completa presentazione: drogarsi è il piacere
della morte fisica lenta e progressiva. Un tragico segno per
la creatura, ma ancor più per il Creatore; perché mentre la
persona va così alla morte fisica, il Padre va alla stessa
maniera alla morte dell’amore. Il mio peccare è il piacere
della morte dell’amore lentamente e progressivamente.
Il segno ci è entrato in casa, ma quanti lo hanno interrogato
e quanti lo hanno capito? Silvano, 29 anni, morto di
droga. I giovani, in chiesa, non c’erano a quel funerale.
Non accettano quella lezione. Vi erano invece la madri
mature, per uno scongiuro religioso sui loro figli. La voce
di Silvano rilanciata dal celebrante non raggiunge nessuno.
La madre dice: ‘Serva ai giovani’. Non servirà. Il piacere
della morte non ha che un solo deterrente: che noi
abbiamo a depistarci da tutti i piaceri. Torniamo a ecclesiare,
per rieducarci al mortificare.

141

Una morte rinnovata. Il segno sensibile del drogarsi mi
dice del mio concorso nel peccare. Non la parte autonoma
del mio peccare. Il peccare mi si fa da solo. Per questo
ecco un segno per tutti: la morte fisica. Non era un
dono, ma un castigo di Dio; ma Dio la sua origine non
l’ha affidata ad alcuno. Ora come dono alle nuove generazioni.

Mi lascio odiare la mia autorità, perché si aprano al visuato.
Col visuato Pneumatico Paterno e satanico lo Pneuma
porgerà alle future nuove generazioni una serie sterminata
di doni tutti rinnovati:
a) Il primo dono rinnovato: ‘Un battesimo cresimato,
coscienziale, di comunione sostanziale, senza la
rimozione del loro peccato originale’.
b) Dopo il primo, un secondo: ‘Il peccato rinnovato: è
malattia, la malattia dell’amore, la malattia dal dolcissimo
sapore’.
Per guidarci al peccato rinnovato lo Pneuma ci offre un
visuato sensibile, visibile a tutti, un segno profeticale. Lo
compone il Padre facendosi aiutare dalle nuove generazioni:
eccolo pronto e in azione nel fenomeno della droga.
1) Drogarsi è il piacere della morte fisica lenta e progressiva.
2) L’amore di odio o peccare è il piacere della morte dell’amore
lenta e progressiva.
Il peccato rinnovato ci sta davanti: perfettamente leggibile
e comprensibile nella tragicità di quel segno sensibile:
là è il piacere di una morte corporale; qui è il piacere di
una morte eternale. Noi, e in prima fila i genitori, lamentiamo
il prezzo esageratissimo di quel segno sensibile, e
non lo confrontiamo col prezzo favoloso che paga il Padre
per il profeticale di quel segno. L’amore per noi fa sempre
la sua ricomparsa in ogni cosa.
Quel segno profeticale nel piano Paterno ha una funzione
grande, ma pur sempre limitata. È un segno profeticale sì,
ma unicamente concorrenziale: mi parla del mio concorso
personale al mio peccare: quella parte che è: colpa mia.
Non mi parla della autonomia del peccare: il peccare mi si
fa da solo prima, indipendentemente dal mio sapere e
volere. Il segno concorrenziale è per noi di questi tempi;
ma per le persone di tutti i tempi c’è un segno autonomale:
un segno che si fa da solo. Quale? Conoscete la malattia
fisica? Conoscete il dolore? Conoscete una agonia?
Conoscete una morte? Siamo nell’ambito corporale, quindi
del sensibile, quindi del segno. È un segno che in natura
è autonomale: si fa da solo. Ci siamo meravigliati del
primo dono: battesimo rinnovato; ci siamo sconcertati al
secondo dono: il peccato rinnovato; parliamo ora del terzo
dono che fuoriesce dal visuato Pneumatico: il dono di una
morte rinnovata. Non è - si faccia ben attenzione - la morte
dell’amore, ma la morte fisica. Il dono della morte fisica
rinnovata. Dicendola dono la morte fisica c’è un urto contro
la mentalità nostra corrente, contro la Chiesa, contro la
Bibbia medesima. È un dono che Dio non ha affidato a
nessuno, ma che affida alle future generazioni visuate. Dio
non ha mai voluto dire a nessuno da dove viene la morte
fisica. La Bibbia, che si sentiva spinta da Dio a dare la
spiegazione delle cose, incautamente ha affrontato la realtà
della morte universale, ma in mancanza di luce
Pneumatica ha dato la sua umana spiegazione, non quella
di Dio. Dio è unica sorgente della vita, non lo è della
morte. A impedire il flusso della morte dispone a difesa e
a barriera doni preternaturali, quale l’immortalità; doni
vulnerabili solo dal peccare umano. Il peccato sfonda la
diga ed ecco il dilagare della morte universale. Il tutto preavvertito:
‘se ne mangerete, morirete’. La morte dilaga
come punizione, castigo di Dio, vendetta per il peccato.
Tutta l’umanità sotto il castigo della morte per una nefasta
eredità avviata dai primi genitori. Ieri la persona, piccola,
abbassava il tallone e accettava; oggi, non accetta, e
dovendola subire, la vuole dolce. Castigo: quella di ieri.
Dono della morte rinnovata.

142

Terzo dono rinnovato: morte fisica: radicazione, composizione,
derivazione. È un dono: prodotto dell’amore e ad
esso sollecitante. Radicata nel piccolo tendenziale.
Composta nel talamo metamorfosale. Derivazione diretta
della morte dell’amore, fatto di vita, che induca la morte
di ogni forma di vita.

Il sacrificio della mia autorità: è il mio dono sacrificale
perché le nuove future generazioni visuate si aprano alla
successione di doni rinnovati. Del primo, ne abbiamo
piena conoscenza: dono del battesimo rinnovato.
Ci siamo accostati al terzo: il dono di una morte fisica rinnovata.
Abbiamo urtato così contro la mentalità corrente,
contro la Chiesa, contro la Bibbia stessa, la quale affronta
il problema della morte senza una specifica luce
Pneumatica. Un male prodotto di un altro male: così è
definito il peccato nella tradizione.
Questa è una spiegazione puramente umana. Ora il visuato
Pneumatico Paterno e satanico, pronto per le nuove
generazioni, e qui misteriosamente anticipato, ci fa dono
di una morte fisica rinnovata. Dalla Bibbia la morte è
castigo di Dio, già in precedenza minacciato, come prodotto
del peccare umano. Dal visuato Pneumatico è un
dono tale da rinnovare la morte, non nella sua sostanza,
ma nel nostro approccio ad essa.
Per essere dono deve essere un bene prodotto dall’amore,
capace di una risposta d’amore.
1) La morte fisica ha delle radici: una sua radicazione. Le
sue radici sono nel talamo eternale o Trinitario infinito.
In quel talamo Dio è espropriazione per una sua cessione,
che è personificazione di Figlio e comunione di vita
eternale. (Gesù non viene a vincere la morte, ma ad
assumerla per la sua metamorfosi).
Non vi è ombra di morte, nessuna traccia, ma una radice
sì. Dio vi è il Piccolo, ma non vi è in pienezza, perché
la morte non ve la può incontrare.
Vi è un Piccolo tendenziale. Per quella tendenzialità
Dio si fa metamorfosale.
2) Ecco il talamo metamorfosale o temporale o finito. Lì
abbiamo la composizione e la derivazione della morte.
Il Padre si riduce fino a farsi in estremo concentrato di
potenzialità indefinite. Espropriabilità, cedibilità, concepibilità,
vivibilità, moribilità.
3) La moribilità dell’amore, la sacrificalità dell’amore e
quindi la sacrificalità della vita, e non solo della sua
personale, ma di ogni vita creaturale e quindi (derivazione)
della nostra vita fisica.
La sua è prodotto dell’amore; l’amore vuole la morte
discendente per poter produrre la vita ascendente. La
sua morte è un bene prodotto dall’amore. È un bene
sollecitante il mio amore. Non un amore di qualsiasi
gradazione, ma il massimo dell’amore: non c’è amore
più grande del dare la vita per l’amico.
Il mio vero amico è Dio. Amo la morte perché amo Dio.
Ma da quando la moribilità Paterna si realizza prima in
famiglia angelica e poi umana, la morte fisica svolge una
funzionalità meravigliosa. Diventa il segno autonomale
della morte autonomale dell’amore. Segno universale perché
la morte dell’amore è universale nella famiglia umana.
La morte dell’amore scorre per fasi: la malattia, il dolore,
l’agonia, e la morte. Satana non me ne lascia sentire neppure
una fase. Il mio peccare non lo sento né malattia né
dolore né agonia nè morte. Tutto mimetizzato.
La morte fisica è lì per dirmi come dovrei sentire il mio
peccare. La morte fisica è lì come segno profeticale della
morte dell’amore. Avevamo la catechesi in casa, e non
abbiamo potuto lasciarci catechizzare. Satana ce l’ha neutralizzata.
La morte Pneumatica per Dio è il boccone più
squisito dell’amore. La morte fisica per il Figlio è il boccone
più squisito del suo amore. Non dovrebbe esserlo per
noi cristiani? Per noi è il boccone più amaro dell’odio.
L’amore per me me la fa odiare a morte. Odiare un nemico
che mi deve schiacciare: che sghignazzare è quello di
Satana su tutti noi. Grazie per il dono della morte rinnovata:
lo diciamo con le nuove generazioni.