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Prosegue il quarto dono rinnovato: la medicazione. Le
circostanze volute: un medico visuato; incontro periodico
programmato; fuori dal tempo solennizzato; non in vista
del corpo manducato; almeno mensilmente rinnovato. I
vari perché a spiegazione di una guarigione che si manterrà
sempre relativa.

Dal visuato Paterno prendono a scorrere doni rinnovati per
le future nuove generazioni. ‘Battesimo cresimato
Figliale, peccato, morte fisica, medicazione’.
Il medico visuato ci farà:
1) Da visualizzatore di coscienza sacrificante (le tre)
2) Da facitore di una coscienza nuova contraria: la
coscienza sacrificale
3) Da applicatore della coscienza sacrificale alla azione reale.
Una guida esterna per portare l’ammalato alla coazione
con la guida interna: lo Pneuma; nello sganciare la volontà
dalla sacrificante e agganciarla alla sacrificale; nello
spostare almeno parzialmente la attenzione assorbita dal
piacere dell’amore di odio, per concentrarla sull’amore
sacrificale mediante la luce di attenzione e la forza di volizione
che emana la coscienza sacrificale.
Possiamo a questo punto indicare in quale modo si
dovrebbe condurre una entusiasmante medicazione rinnovata:
trovato un buon medico visuato,
1) si stabilisce con lui un incontro periodico programmato,
possibilmente invariato;
2) al di fuori del tempo solennizzato. Non deve essere la
solennità liturgica (Natale, Pasqua, Morti,...), come non
può essere l’affacciarsi di un incontro sacramentale:
come un Battesimo, una Prima Comunione (o
Manducazione), una Cresima di ragazzi, a spingerci a
questa medicazione. In questi casi la medicazione è di
occasione: occasionale. Cessato il richiamo, finisce tutto
o quasi. Come per una festa mondana si mette un bel
vestito, e poi passata la festa lo si depone, così per una
festa religiosa ci si veste con una novità interiormente,
ma passata l’occasione tutto si ripone. L’inganno per i
festeggiatori e per il festeggiato è fin troppo vistoso.
3) Non in vista di quel Corpo di Cristo che va mangiato,
come invece è sempre stato e lo è tutt’ora.
4) Almeno mensilmente rinnovato.
Praticando con impegno una simile medicazione, la guarigione
totale è alla portata di mano. Una guarigione totale
dalla malattia dell’amore non si avrà comunque mai.
L’affermazione poggia con sicurezza su un mazzo di forti
motivazioni. Facciamo ricordo dei primi due:
1) Ho due coscienze: la sacrificante e la sacrificale; sono
sostanziate: la sacrificante con l’amore di odio, la sacrificale
con l’amore sacrificale; l’una è fatta di amore
Paterno, l’altra di amore Figliale. L’una è conoscenza
di possesso convinto, come l’altra è conoscenza di possesso
convinto. Il Padre morente supera il Figlio vivente
e lo trascina alla morte.
2) Il Padre non rinuncia alla sua superiorità nel piccolare,
come il Figlio non rinuncia al suo piccolare (inferiorità),
almeno nel tempo, non potendolo fare nell’eterno
(impeccanza).
3) Il Padre stesso subendo una parzialità di morte, mi vuol
salvare dai capogiri della santità che mi scoppierebbero
pericolosi qualora mi sentissi affrancato da qualsiasi
peccato.
4) Neppure la coscienza sacrificante mi permette una guarigione
totale. Essa è prodotto di quel meccanismo
automatico infernale che Satana mi ha impiantato
impiegando il battesimo cresimato Paterno.
Il meccanismo bene programmato non si inceppa mai, non
si elimina mai, rimane sempre in azione; con essa, mi ha
fatto le tre coscienze, e con essa me le rifà ostinatamente
e con tenacia irremovibile. Rimango in tensione curativa;
quella medicazione me la tiene sempre allenata.

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