146

Quarto dono rinnovato: la medicazione rinnovata.
Facitore di coscienza nuova è il medico visuato.
Una coscienza che si opponga alla sacrificante (le tre).
Ha da essere sacrificale, alla maniera Paterna. Il Padre si
fa sacrificabile per lasciarsi sacrificare. Io mi sacrifico
per farmi sacrificabile. Ma Satana oggi riesce a far convivere
amore per me e coscienza beneficale.

Un sacrificio: quello della nostra autorità. Dei sacrificanti:
le presenti nuove generazioni, perché si aprano al flusso
dei doni rinnovati, che sgorgheranno dal loro visuato
Pneumatico: Paterno e satanico.
1) Il dono di un battesimo cresimato Figliale rinnovato.
2) Il dono di una morte fisica rinnovata.
3) Il dono di una medicazione rinnovata.
A gestire quest’ultima sarà il prete rinnovato e tale sarà il
medico visuato. Nella medicazione rinnovata: il medico
sarà un visualizzatore di quelle tre coscienze automatiche
infernali che Satana mi ha fornito mediante il meccanismo
automatico in azione.
Le tre coscienze che si alimentano vicendevolmente e in
continuazione: dalla istintiva alla razionale, alla
Pneumaticale, solidamente cementate dal piacere.
Il medico visuato non fa difficoltà a mettere a nudo la
prima e la seconda: la istintiva e la razionale, ma non può
nulla sulla Pneumaticale infernale.
Tocca all’ammalato sciogliere e disfare quella morte dell’amore
con la quale si è fatto su, e lo può fare in un solo
modo: con un agire contrario a quello col quale si è fatto
su male. Ora, un agire contrario può uscire fuori solamente
da una coscienza contraria.
Se vogliamo imparare da Satana siamo sicuri di non sbagliare.
Non si è limitato a trasformare in morte la vita dell’amore,
ma me l’ha coscienziata: la morte scorre nelle tre
conoscenze convinte, e quindi scorre nelle tre coscienze:
prima istintiva, poi razionale, quindi Pneumaticale. La
morte dell’amore me l’ha coscienziata.
Sarà mai possibile sciogliere la morte, senza coscienziare
la vita dell’amore? Sarà impossibile coscienziare la vita
senza il dialogo medicale? Occorre il medico visualizzatore,
come occorre il medico facitore di una nuova coscienza.
Nell’ammalato che vuole fermamente guarire occorre
una coscienza nuova e contraria. Nuova: questa non c’è
ancora. Contraria: che si opponga a quelle già affermate.
Fissiamo la contrarietà occorrente:
1) Le tre automatiche si qualificano così: sono coscienze
sacrificanti: che uccidono la vita dell’amore.
a) Sacrificano il Padre che va alla morte.
b) Sacrificano i fratelli che faccio in comunione o che
vengono odiati.
c) Sacrificano me pure, ma di questo il piacere non mi
lascia alcun sentire.
Unite insieme, fanno una coscienza sacrificante. La nuova
deve farsi dunque contraria ad essa.
2) Mi occorre una coscienza sacrificale: dovrebbe farmi
convinto che io mi debbo sacrificare, per essere pronto a
lasciarmi sacrificare. Da dove attingere questa coscienza?
La attingo dal visuato Pneumatico Paterno e ne ricevo
la conferma dal visualizzato Figliale.
Il visuato Paterno mi dice: lo spirito di amore Paterno, per
la sua tendenzialità a piccolare fino all’estremo possibile,
si trasforma in moribile; tale si dà da vivere alla sua creatura.
E in essa Satana realizza la moribilità Paterna e me la
avvia alla morte. L’amore Paterno è un amore sacrificale:
sacrificabile e sacrificato. Sacrificabile si rende Lui, sacrificato
lo fa Satana e io con lui. La potenza è sua, l’atto è
mio. Lui moribile, io lo faccio morire.
Da vivere mi si è dato proprio il suo amore sacrificale. Per
viverne lo mando in coscienza, me ne faccio convinto. È
verità purissima e verissima. Ho un amore per me da sacrificare
nella sua presa incessante per essere pronto a
lasciarmi sacrificare. La modalità l’ho ancora dal suo
amore: con devoto silenzioso sacrificabile amore.
Rinnegandomi mi faccio sacrificabile, dai fratelli mi
lascio sacrificare. Come il Padre, così il Figlio: si fa sacrificabile
per lasciarsi sacrificare. Solamente la coscienza
sacrificale è metamorfosale: scioglie la morte che si è
fatta. Satana ci ha fatto deviare da essa: una beneficale che
coesiste con l’amore per me.

147

Prosegue il quarto dono rinnovato: la medicazione rinnovata.
Una coscienza colossale: quella beneficale.
Un parto satanico il bene fuoriesce dalla morte della mia
presa egoistica, ma da me imbeato in ogni piacere.
Morte satanica: ne usciamo con un amore sacrificale
coscienziato: convinto della mia libera morte: con essa
amo la vita e genero la pace, mentre con l’amore di odio
generiamo la guerra.

 
Dal visuato Paterno scorreranno i doni rinnovati nelle future nuove generazioni, se ora noi siamo capaci di
lasciarci sacrificare la nostra autorità dalle presenti nuove
generazioni. Scorrerà il dono di una medicazione rinnovata.
Essa avrà un prete rinnovato, e sarà il medico visuato.
1) Vi farà da visualizzatore di coscienze infernali perfettamente
funzionali, con le quali Satana ha coscienziato la
morte dell’amore.
2) Vi farà da formatore di una coscienza nuova e contraria,
capace di produrre azioni contrarie a quelle con le
quali ci siamo fatti su male.
Dal visuato Paterno io l’ho attinta. Per la sua tendenzialità
a piccolare al sommo grado, Lui si trasforma in moribile per
noi. L’amore che mi si è dato da vivere è amore sacrificale:
sacrificabile e sacrificato da Satana con me.
Per quell’amore che mi si è dato da vivere, io mi tolgo i piaceri
dell’amore di odio, per farmi pronto a lasciarmi sacrificare.
Passo dal sacrificarmi al lasciarmi sacrificare per
mano di altri, percorrendo la via del bene facere: del far del
bene. Ma sto bene attento a non fermarmi al solo fare il
bene. Quello che Satana sta facendo nella nostra Chiesa.
Va sviluppando una colossale coscienza beneficale: componete
come in un mosaico tutti i movimenti ecclesiali
lanciati a far del bene: associazioni caritative, volontariato,
impegni quaresimali, movimenti spontanei, gesti di
solidarietà, Caritas nazionali e mondiali, san vincenziani
parrocchiali, le scelte preferenziali per i poveri, le miriadi
di iniziative per il terzo mondo; avrete una pallida idea
della gigantesca coscienza beneficale che galvanizza la
Chiesa intera.
Si parla anche dell’atomica della povertà e del sottosviluppo,
come si parla della rabbia dei poveri del terzo mondo,
ma non ancora ci convince. Mentre siamo convinti di ingigantire
la massa di bene che produciamo, anche a seguito
delle denunce pronte a ogni viaggio papale (cfr.Giovanni
Paolo II), assistiamo a un magico parto. L’amore per me
ha generato l’amore per gli altri satanico: il fare il bene
non fuoriesce dalla eliminazione della mia presa egoistica;
non da sacrificato, ma da me imbeato di tutti i piaceri. Dal
mio star bene esce fuori il mio far del bene. La Chiesa è
cascata in quest’ultima rete satanica. Amore sacrificale
vuole la vita sacrificale. Ne usciamo solo con un amore
sacrificale coscienziato. L’amore sacrificale ha una esigenza:
la mia libera morte. Non la morte della vita altrui:
quella va accolta, difesa e promossa finchè non è capace
di una libera scelta. Ma quando lo sarà, non la farà, perché
noi non la educhiamo a questo; neppure noi l’abbiamo
scelta. Io amo la vita se liberamente la sacrifico. Solo la
vita sacrificale è metamorfosale. Una vita di amore di odio
è il mio male da sacrificare per farmi pronto a lasciarmi in
tutto sacrificare. La vita non è sacra e inviolabile; se no,
Gesù la sua l’avrebbe dissacrata. La vita va sacrificata per
farsi sacrificabile. L’amore che fa sacrificabile la mia vita
è l’unico generatore di pace. La pace non è beneficare, ma
è dal mio libero sacrificarmi. Da dove la guerra?
Non da un uomo pazzo (cfr. Guerra del Golfo) ma da una
umanità fuori di sé per il piacere. L’amore di odio di una
intera umanità ha fatto coagulo in un uomo, ed ecco il
disastro. La guerra è quindi in parte mia. Il nostro pregare
è venuto allo scoperto. Non ha bloccato la guerra la preghiera
corale. La guerra si ferma cambiando lo stile di vita
del piacere e gridando a noi stessi: ‘convertitevi’; avremmo
fermato la guerra emanando azione di vita. Noi siamo
corsi ad accaparrare. Non dovremmo rispondere affatto a
questo appello di preghiera; dobbiamo invece metterci al
muro, cercando gli obiettivi da colpire, e sparando su noi
stessi, e proseguendo così. Grazie, quindi, alla guerra del
Golfo,...: senza di essa non avrei lanciato la mia vita alla
sacrificalità totale.

148

Prosegue il quarto dono rinnovato. Dopo il visualizzatore
e facitore, l’applicatore di coscienza sacrificale. Luce con
l’attenzione proiettata sul sentire. Si accende sull’operare,
non superata dall’acconsentire, e mai vissuta dal massificare,
ma sempre pronta a dolorare.

Dal visuato Paterno scorreranno doni rinnovati nelle future
nuove generazioni. ‘Il dono di un battesimo cresimato
Figliale rinnovato, il dono di un peccato rinnovato, il dono
di una morte fisica rinnovata, il dono di una medicazione
rinnovata’. Essa avrà un prete rinnovato, e sarà chiamato
‘medico visuato’.
1) Sarà visualizzatore delle tre coscienze infernali.
2) Sarà facitore di una nuova coscienza contraria.
Sarà l’amore sacrificale a essere coscienziato (a farci convinti).
Per quella coscienza sacrificale passo dal sacrificarmi
tutti i piaceri, al lasciarmi sacrificare dai miei nemici,
mediante una coscienza beneficale che mi fa fare ogni
bene per i fratelli, attento a non lasciarmi irretire da Satana
che riesce a far convincere (mettere insieme) amore per
me con l’amore per gli altri, pur di impedirmi l’accesso al
lasciarmi sacrificare.
L’amore sacrificale è l’unico amore di vita e amore di
pace; non lo è affatto l’amore beneficale.
Visualizzatore, facitore, e infine medico visuato occorrente
per una medicazione rinnovata sarà:
Applicatore di coscienza sacrificale.
Occorre una guida per applicare la coscienza sacrificale
all’azione. Le tre coscienze infernali sacrificanti con le
quali Satana ha coscienziato la morte dell’amore, non
hanno alcun bisogno di essere guidate; fanno tutto da sole,
per quell’automatismo perfetto impresso da Satana. Mi
occorre una luce di attenzione e di volizione. L’amore
sacrificale coscienziato ha bisogno di una guida esterna: il
medico visuato, capace di mettere la volontà dell’ammalato
in sintonia con la guida interiore che è dallo Pneuma.
1) È lo Pneuma che guida l’ammalato a sganciare la
volontà dalle tre coscienze infernali (dall’amore di
odio) e agganciarle alla coscienza sacrificale in modo
insolubile.
2) Ma è ancora lo Pneuma a ottenere una attenzione continua
all’amore sacrificale per farlo funzionare.
L’amore di odio l’ottiene assoluta; sarebbe lodevole
ottenerla almeno relativa per l’amore sacrificale.
1) Io mi trovo sempre attento all’amarmi e all’odiare;
posso parlare di una fissità imposta da Satana, al punto
da non riuscire a staccarla un solo attimo. Il piacere dell’amore
di odio mi tiene sempre sveglio l’occhio della
mia mente e non mi è facile staccarlo.
2) Dovremmo ottenerla almeno relativa per l’amore sacrificale.
Il mezzo per fare questo (luce di attrazione) è
quella luce che emana una coscienza sacrificale luminosa,
spaziosa e profondale.
Quella luce coscienziata riesce a farmi sempre attento su
di me. Attento a due cose.
La mia attenzione va a cadere costantemente dall’amarmi
e all’amore; all’odiare e al lasciarmi odiare: sul mio sentire
continuato. Se il sentire le sfugge, rincorre prontamente
l’agire. Cerca di non lasciarsi superare dall’acconsentire.
In caso contrario mi lascia massificare stabilmente
l’amore di odio nella coscienza Pneumaticale infernale
dove tutto va a conferire, e lo fa in quel modo sicuro che
è il mio pronto dolorare. Volendo ora comporre la applicazione
della coscienza sacrificale in forma ritmata, eccone
i vari passaggi:
1) Luce Figliale all’attenzione sposata
2) Sul sentire continuo proiettata
3) Sull’agire arroventata
4) Dall’acconsentire non superata
5) Sulla massificazione dell’amore di odio mai addormentata
6) Dal dolore mai abbandonata.
La superiorità delle tre coscienze infernali sull’unica
coscienza sacrificale viene così ridotta fortemente. Le tre
sono sostanziate dallo spirito Paterno, mentre la sacrificale
è sostanziata dallo spirito Figliale. Ridotta, ma non eliminata.
Non avremo mai la parità.
Non la consente lo spirito Paterno, non la accetterebbe lo
spirito Figliale, il quale ama subire la morte dell’amore
dall’azione di morte del Padre suo almeno nel tempo, dal
momento che non può partecipare alla eterna morte dell’amore.
Non lo permette il dolore che nella persona
visuata è sempre azionato.

149

Prosegue il quarto dono rinnovato: la medicazione. Le
circostanze volute: un medico visuato; incontro periodico
programmato; fuori dal tempo solennizzato; non in vista
del corpo manducato; almeno mensilmente rinnovato. I
vari perché a spiegazione di una guarigione che si manterrà
sempre relativa.

Dal visuato Paterno prendono a scorrere doni rinnovati per
le future nuove generazioni. ‘Battesimo cresimato
Figliale, peccato, morte fisica, medicazione’.
Il medico visuato ci farà:
1) Da visualizzatore di coscienza sacrificante (le tre)
2) Da facitore di una coscienza nuova contraria: la
coscienza sacrificale
3) Da applicatore della coscienza sacrificale alla azione reale.
Una guida esterna per portare l’ammalato alla coazione
con la guida interna: lo Pneuma; nello sganciare la volontà
dalla sacrificante e agganciarla alla sacrificale; nello
spostare almeno parzialmente la attenzione assorbita dal
piacere dell’amore di odio, per concentrarla sull’amore
sacrificale mediante la luce di attenzione e la forza di volizione
che emana la coscienza sacrificale.
Possiamo a questo punto indicare in quale modo si
dovrebbe condurre una entusiasmante medicazione rinnovata:
trovato un buon medico visuato,
1) si stabilisce con lui un incontro periodico programmato,
possibilmente invariato;
2) al di fuori del tempo solennizzato. Non deve essere la
solennità liturgica (Natale, Pasqua, Morti,...), come non
può essere l’affacciarsi di un incontro sacramentale:
come un Battesimo, una Prima Comunione (o
Manducazione), una Cresima di ragazzi, a spingerci a
questa medicazione. In questi casi la medicazione è di
occasione: occasionale. Cessato il richiamo, finisce tutto
o quasi. Come per una festa mondana si mette un bel
vestito, e poi passata la festa lo si depone, così per una
festa religiosa ci si veste con una novità interiormente,
ma passata l’occasione tutto si ripone. L’inganno per i
festeggiatori e per il festeggiato è fin troppo vistoso.
3) Non in vista di quel Corpo di Cristo che va mangiato,
come invece è sempre stato e lo è tutt’ora.
4) Almeno mensilmente rinnovato.
Praticando con impegno una simile medicazione, la guarigione
totale è alla portata di mano. Una guarigione totale
dalla malattia dell’amore non si avrà comunque mai.
L’affermazione poggia con sicurezza su un mazzo di forti
motivazioni. Facciamo ricordo dei primi due:
1) Ho due coscienze: la sacrificante e la sacrificale; sono
sostanziate: la sacrificante con l’amore di odio, la sacrificale
con l’amore sacrificale; l’una è fatta di amore
Paterno, l’altra di amore Figliale. L’una è conoscenza
di possesso convinto, come l’altra è conoscenza di possesso
convinto. Il Padre morente supera il Figlio vivente
e lo trascina alla morte.
2) Il Padre non rinuncia alla sua superiorità nel piccolare,
come il Figlio non rinuncia al suo piccolare (inferiorità),
almeno nel tempo, non potendolo fare nell’eterno
(impeccanza).
3) Il Padre stesso subendo una parzialità di morte, mi vuol
salvare dai capogiri della santità che mi scoppierebbero
pericolosi qualora mi sentissi affrancato da qualsiasi
peccato.
4) Neppure la coscienza sacrificante mi permette una guarigione
totale. Essa è prodotto di quel meccanismo
automatico infernale che Satana mi ha impiantato
impiegando il battesimo cresimato Paterno.
Il meccanismo bene programmato non si inceppa mai, non
si elimina mai, rimane sempre in azione; con essa, mi ha
fatto le tre coscienze, e con essa me le rifà ostinatamente
e con tenacia irremovibile. Rimango in tensione curativa;
quella medicazione me la tiene sempre allenata.

150

Quinto dono rinnovato: Eucaristia. Loro, Confessione in
funzione della Comunione.
Dalla prima la grazia di Dio per fare la Comunione. Sulla
crisi confessionale lo Pneuma immette il suo rinnovamento.
Io mangio pur non essendo in grazia Paterna, perché
medicazione e manducazione sono per la mia guarigione.

Dal visuato Paterno esce fuori una lunga processione di
doni rinnovati per le future nuove generazioni. In una processione
chi precede prepara il posto a chi segue. Così
fanno i doni rinnovati. Dal battesimo cresimato Figliale
rinnovato, al peccato rinnovato, alla morte fisica rinnovata,
alla medicazione rinnovata, ed ora alla Eucarestia rinnovata.
Riprendiamo i termini che sono in uso nella nostra
Chiesa cristiana cattolica. Abbiamo sempre usato due termini,
li abbiamo congiunti ponendoli in correlazione; uno
è in funzione dell’altro, uno porta all’altro. I due termini
sono: Confessione, Comunione. (Confessati, comunicati)
Li abbiamo così correlazionati che non si fa la Comunione
senza aver fatto prima la Confessione. La Confessione
occorre per la Comunione. E per qual motivo? Per fare la
Comunione bisogna essere in grazia di Dio. Per mettersi in
grazia di Dio:
1) Non basta sicuramente il dolore imperfetto: quello
suscitato dalla presenza dei castighi di Dio.
2) Non basta neppure il dolore perfetto: quello suscitato
dalla offesa fatta a un Dio amabile sopra ogni cosa.
Perché in presenza di colpa grave la Chiesa domanda ai
suoi figli la Confessione e la assoluzione sacramentale?
Anzitutto notiamo bene una cosa, prima di procedere: se
riuscite a trattenere nel vostro fideato queste cose, attenetevi
fedelmente e fate come si è sempre fatto, per riguardo
alla maturità delle persone. Abbiamo anche detto: se riuscite;
perché neanche i maturi ci stanno: la Confessione va
sempre più calando, e non per questo calano così le comunioni.
Si fa la Comunione anche senza la Confessione.
Proprio dal visuato Paterno lo Pneuma:
1) Mi ha fatto scaturire un peccato rinnovato. Il peccato è
la morte viva dell’amore del Padre Agentato; e il peccare
è la malattia dell’amore che per azioni successive
mi porta alla morte dell’amore.
2) Dal peccato rinnovato mi è venuta una grazia del Dio
Paterno rinnovata: è la morte viva dell’amore Paterno
(Lui mi ama fino a lasciarsi odiare), che mi fa amare
rinnegandomi il piacere dell’amarmi, per lasciarmi
sacrificare dalla morte viva dell’amore Paterno umanata
nei miei fratelli nemici.
Grazia di Dio: è la vita dell’amore sacrificale. Per essere
in questa grazia Paterna dovrei sciogliere tutta la morte
viva dell’amore Paterno: la cosciente e la incosciente.
1) La morte dell’amore incosciente mi verrà sciolta dal
Padre solo alla fine dei tempi. Fino a quella assoluzione
non potrò risorgere pur anelando con tutte le mie
forze. In questo senso io mangio il Corpo di Cristo, ma
non in grazia totale.
2) Non lo mangio neppure in grazia parziale. Io vengo
dalla medicazione visuata, ma non in grazia di Dio. Mi
sono equipaggiato per puntare alla mia guarigione, ma
non ci sono ancora arrivato.
Alla guarigione pervengo con la mia assoluzione della
morte cosciente: assoluzione che raggiungo solo con l’amore
sacrificale vissuto nelle mie azioni: il sacrificarmi i piaceri
per lasciarmi sacrificare nei miei beni: componenti,
aderenti, inerenti. Allora potrei mangiare, solo dopo una
vita messa a nuovo, cambiata; non dovrei mai più mangiare
e non celebrerei più la messa, a questo punto. Mentre io
mangio e non cesserò mai di mangiare, pur non essendo in
grazia di Dio. Non mi basta neppure il mio grande dolore
che mi fa solubile, ma non mi scioglie la morte dell’amore.
Ecco il mio nuovo piazzamento: Medicazione e
Manducazione per la mia guarigione. Non una per l’altra.

151

Quinto dono: Eucaristia rinnovata. Il visuato mi fa in due
l’Eucarestia. Come lo fa: mi apre allo spirito Figliale che
mi arriva in parole. Scissione, due realtà di Cristo. Due
segni. Ora la Parola si fa Spiritata al tramonto della veritata.
Come la manducazione del cibo è per la comunione,
così la Manducazione del suo Corpo è per la comunione
con il suo Spirito.

Dal visuato Paterno esce fuori in processione ordinata una
fila di doni rinnovati per le future nuove generazioni. ‘Il
battesimo cresimato Figliale rinnovato, la Medicazione
rinnovata, l’Eucarestia rinnovata’.
L’Eucarestia noi l’abbiamo accolta come comunione, che
ha assolutamente bisogno della confessione. Ne è venuta
una stretta dipendenza: la confessione per la comunione,
la quale mi vuole in grazia di Dio. Un rapporto di dipendenza
che oggi va in crisi. Il peccato cala, cala la confessione,
e aumenta la comunione. Ed è naturale: il peccato
non c’è quasi più; siamo tutti in grazia di Dio, e avanti
quindi, a fare la comunione! Sulla crisi lo Pneuma inserisce
il suo rinnovamento.
Col visuato Paterno lo Pneuma mi ha rinnovato il rapporto
con la confessione: da quel visuato un peccato rinnovato,
e da questo una grazia di Dio rinnovata. La grazia del
Dio Paterno è la vita dell’amore sacrificale. Ma io sono in
disgrazia di Dio: è la morte dell’amore sacrificante. In grazia
totale non mi è possibile per la morte incosciente. In
grazia parziale neppure, perché dalla Medicazione visuata
non esco guarito, ma vado a guarire. Per questo io mangio
non perché sono, ma vado alla grazia della guarigione.
Proprio la stessa cosa della Medicazione. Medicazione e
Manducazione per la mia guarigione.
Il visuato Paterno non solo mi ha rinnovato il rapporto tra
me e la Manducazione, ma la stessa Eucarestia.
1) Scissione eucaristica. Me l’ha divisa in due: Corpo dissanguato
e spirito Figliale metamorfosato. Prima, formava
una realtà inscindibile. Infatti, si chiamava Gesù
Eucaristico. Tutto Gesù: corpo, sangue, anima e divinità
di Gesù. Era giusto quindi chiamare allora ‘comunione’
quello che ora diciamo solamente ‘manducazione’.
2) Il visuato me lo ha diviso così: la visione del battesimo
cresimato Paterno che Satana mi ha infernalizzato mi
ha spalancato allo spirito Figliale crocialmente metamorfosato,
veicolato dalla sua Parola. Accolta, me ne
venne un battesimo cresimato Figliale cosciente, pronto
a farsi vivere da me, a fare comunione di vita,
mediante la soluzione di quella morte.
Lo spirito di Cristo me lo ha fatto uscire (ma dentro non
c’era) dal pane consacrato e nella Parola me lo ha collocato.
Questa fu sempre veritata: ha sempre trasportato la verità
evangelica, e la Chiesa fu vigile guardiana di quella
Parola veritata; ne aveva il dovere, per insegnare. Ora lo
Pneuma la fa in più spiritata: trasporta lo spirito Figliale
metamorfosato. Una cosa che Gesù stesso aveva affermato
nel suo presente: ‘Le mie parole sono Spirito e vita’. E lo
realizza in questo presente meraviglioso. La scissione
dell’Eucarestia mi ha posto dinnanzi a due segni ben diversi:
la Parola, segno sensibile del suo Spirito; il pane e il vino
metamorfosati segni sensibili del suo Corpo dissanguato.
Crisi della Parola veritata.
Quand’è che spunta un’aurora?
Quando si è compiuto un tramonto. La Parola veritata è in
meriggio. È al tramonto? Che dice la catechesi domenicale,
settimanale, la predicazione ordinaria e straordinaria;
che ci dicono le missioni programmate, che ci dice la
nuova rievangelizzazione di un mondo sfideato? La Parola
veritata volge al tramonto. In questo gravissimo fenomeno
di crisi compare una aurora, una Parola rinnovata: la
Parola spiritata. Occorrono i tempi, non occorre forzare:
naturali e Pneumatici. Ma allora, si dirà, una o due
Eucaristie? Due segni sensibili: il pane e il vino per il
Corpo dissanguato; la Parola per il suo Spirito; l’uno per
la bocca, l’altro per l’intelligenza. Non contrastanti, ma
subordinati. Manducazione: cibo come quello fisico. La
manducazione per la comunione. Sacrilegio è la manducazione
senza guarigione o comunione.

152

Quinto dono: Eucaristia rinnovata. L’Eucarestia del Corpo dissanguato e dello spirito Figliale ci vuole tutta
intera. C’è voluta là: un Corpo dissanguato immolato in
tutto con modalità divine per conseguire una metamorfosi
nel suo Spirito, che si dà così la sua ecclesiabilità. Qui ci
vuole un Corpo sacrificato per farmi sacrificale; uno
Spirito metamorfosato per farmi metamorfosale.



Processione lunga e ordinata quella dei doni rinnovati, in
partenza dal visuato Paterno, pronta a raggiungere le future
nuove generazioni. ‘Un battesimo cresimato Figliale
rinnovato, un peccato rinnovato, una morte fisica rinnovata,
una medicazione rinnovata, una Eucarestia rinnovata’.
Il rapporto tra Confessione e Comunione è entrato in crisi.
1) Il visuato Paterno me l’ha rinnovato: non più la
Confessione per fornire con la grazia di Dio occorrente
alla Comunione.
Ma la Medicazione e la Manducazione per puntare alla
mia guarigione che è comunione, che è grazia del Dio
Paterno ottenuta con la grazia del Dio Figliale.
2) Rinnovato il rapporto, mi rinnova pure l’Eucarestia.
Me la rinnova così: me la divide in due parti, assegnandole
a due segni distinti. Il Corpo dissanguato assegnato
al pane e al vino consacrato. Lo spirito Figliale assegnato
alla Parola, che da veritata passa a Spiritata.
L’Eucarestia del Corpo dissanguato e del suo Spirito metamorfosato:
non due, ma l’uno in funzione dell’altro. L’una
parte indispensabile per l’altra. Satana ha suggerito la scissione
e la eliminazione ora dell’una ora dell’altra. E c’è riuscito
con varie eresie. La più vicina a noi quella Protestante,
che ha eliminato l’Eucarestia del Corpo dissanguato, stracciando
il rapporto necessitante tra Corpo dissanguato e spirito
Figliale metamorfosato. Quello c’è voluto là per Lui; ci
vuole anche qua, per noi. Cosa c’è voluto là, per Lui:
1) C’è voluto un corpo animato che liberamente si lascia
ridurre a dissanguato, fino all’ultima goccia (una immolazione),
quale avvenne sulla croce a morte avvenuta.
2) Quel corpo dissanguato in croce realizza una immolazione
totale di tutto quello che Gesù era: fisica, morale,
messianica, divina, nella maniera più spettacolare: pubblica
e ufficiale.
3) Una immolazione accettata e condotta nell’unico modo
capace di produrre uno scatto metamorfosale. Il modo:
con devoto silenzioso amore sacrificale.
La sua devozione:
a) Non è al comando Paterno: ‘Vai a salvare l’umanità
con la tua croce!’.
b) Non è alla richiesta di una riparazione.
c) La sua è devozione alla azione di morte che il Padre
prepara alla sua Chiesa privilegiata ebraica dirigenziale,
subendo una morte secolare nei secoli.
Il Figlio si lascia immolare dal Padre ecclesialmente immolato,
non per comando ma per esigenza dello spirito Paterno
metamorfosato, che nella generazione temporanea gli si è
dato da vivere moribile in persona di Figlio. La metamorfosi
Paterna induce la Figliale, che si compie con quella immolazione
modale, fatta in quel modo. Per quella immolazione
modale lo spirito Figliale si fa in metamorfosato. Non c’è
più, non ci può essere, non ci sarà mai metamorfosi senza
immolazione con modalità divina. L’immolazione Gesù l’ha
liberamente voluta su un suo bene, su tutti i suoi beni: il bene
fisico, morale, messianico, divino; per cui la metamorfosi
Figliale si definisce così: trasformazione in meglio di bene
liberamente sacrificato. Il meglio l’ha conseguito col suo
spirito che si è reso espropriabile, cedibile, concepibile con
battesimo cresimato cosciente, vivibile e temporaneamente
moribile. Ha conseguito la sua ecclesiabilità in soccorso alla
Paterna, prima con una comunione accidentale; nel futuro
già incominciato con una comunione sostanziale. Così il
visuato Paterno mi ha rinnovato il sacrificio della croce: non
è espropriazione generosa dei miei peccati, non è riparazione
alla offesa Paterna, non è cancellazione dei miei peccati:
è sacrificio metamorfosante (di corpo animato) lo spirito
Figliale; dandosi a me da mangiare nel suo Corpo e da vivere
nel suo Spirito, induce la mia metamorfosi sacrificale.